E’ mesi che tanti pezzettini di me si sono rotti e mi sento come un puzzle i cui tassellini sono usciti dalla loro forma e io ci sto male. 

Dicono tutti che il tempo aggiusta le cose, ma non c’è  una formula fissa che ti dice quanto tu debba aspettare. Nel frattempo si sta male, ma si fa finta di niente, a volte perchè è più comodo, a volte perchè ti sembra l’unico modo per sopravvivere quando non respiri. 

Alcuni di quegli spazi vuoti non si potranno mai riempire, ma gli altri vanno rimessi a posto. 

In tutto questo mi era sfuggita la cosa più semplice: che forse bastava tornare a casa. Perchè anche se sono nata e vivo da sempre in Liguria, quando vado in Toscana il mio cuore sente che è quello il posto a cui appartengo, nel profondo. 

Due giorni hanno rimesso a posto alcuni di quei tassellini e ho ritrovato un pezzettino di me. 

La Toscana, paesi medievali, palazzi che hanno visto secoli di vite come la tua, alcune dall’inizio alla fine, altre come la mia di passaggio; sapori forti di cibi semplici, bambini che giocano in piazza, vecchietti contadini che girano in ape. 

Tutto sembra dirti che c’è un posto anche per te, in quel mondo quasi romanzato dove puoi immaginare dame e cavalieri accanto a ragazzini in motorino e dove, alla fine, conta la vecchina che ora sta davvero stendendo i panni al sole. Questo è casa per me e due giorni hanno funzionato più di una medicina. 

Aggiungici tanto amore, una famiglia ancora unita che affronta insieme la vita in un “esercito di sorrisi” e che ha ancora voglia di giocare, una persona che ti ama e sa starti accanto quando ridi e quando piangi (e ultimamente ho pianto spesso), un panino con la salsiccia e la volontà di creare nuovi ricordi, lasciando i problemi fuori dalle mura, almeno due giorni. 

E alcuni tassellini vanno a posto. 

Non sono guarita, per niente, e so che ci vorrà tempo, ma forse ho recuperato un pezzettino di me. O semplicemente per due giorni sono stata più serena.

Un passo alla volta, un giorno alla volta.